Il decalogo per ridurre gli sprechi alimentari in casa
Molte sono le misure che possono essere adottate per ridurre gli sprechi all’interno dell’industria alimentare; ma altrettante sono quelle che, in piccolo, tra le mura delle proprie abitazioni tutti i consumatori possono adottare. Il decalogo, proposto da ENEA, l’agenzia nazionale per la nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, illustra come sia semplice, adottando queste 10 semplici regole, ridurre gli sprechi alimentari nella vita quotidiana.
- Stilare la lista della spesa aiuta a valutare il più possibile quanto cibo può essere consumato in un pasto medio: così si eviteranno acquisti inutili ed si eviterà di produrre avanzi e conseguenti sprechi.
- Controllare e ricordare la scadenza dei prodotti per pianificarne l’utilizzo: i mancati consumi si traducono automaticamente in sprechi.
- Fare attenzione alle etichette. È preferibile scegliere prodotti che riportano informazioni su tecnologie o ingredienti che aiutano a limitare lo spreco alimentare. Il latte, ad esempio, può essere sottoposto a processi (come la pastorizzazione ESL, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione) che ne mantengono inalterate le proprietà estendendone però la “vita sullo scaffale”; alcuni prodotti come biscotti, grissini, fette biscottate vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili che prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro.
- Sarebbe preferibile privilegiare l’acquisto di prodotti con indicato il destino della confezione a ‘fine vita’: così da contribuire a ridurre la quantità di indifferenziata nell’immondizia.
- Dare preferenza al biologico riduce i consumi energetici di agricoltura e industria alimentare di almeno il 25%, consente di limitare le emissioni di CO2 e non inquina le falde acquifere con fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.
- Utilizzare alcuni semplici accorgimenti permette di allungare e migliorare la conservazione dei cibi: ad esempio, sarebbe consigliabile condire insalate e verdure solo al momento di servirle; così si mantengono più a lungo e possono essere consumate in pasti successivi.
- È possibile utilizzare gli avanzi per inventare nuove pietanze: dando spazio a fantasia e creatività si possono cucinare piatti gustosi evitando di sprecare alimenti.
- Dopo feste o pranzi e cene con amici e parenti, sarebbe opportuno valutare se gli avanzi possono essere consumati a breve. È inoltre consigliabile invitare gli ospiti a portare con loro parte di quello che è avanzato.
- È possibile fare una buona azione informandosi sui programmi contro lo spreco alimentare della propria città, o prendere contatto con le onlus che raccolgono gli avanzi di cibo “buono” e lo redistribuiscono a chi ne ha bisogno.
- Gettare gli avanzi di cibo nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost ‘fatto in casa’, creando “valore” sia per le minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia perché il compost può essere commercializzato a un valore che può variare da 20€/tonnellata per i prodotti all’ingrosso a circa 3€ per Kg per prodotti venduti al minuto.
L’Italia è al settimo posto della classifica europea dei paesi più spreconi: sono 164 i kg di cibo pro-capite che vengono buttati via ogni anno nel nostro paese. I dati dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, aiutano a mettere meglio a fuoco il fenomeno. Solo con gli sprechi alimentari generati nel nostro paese potrebbero essere sfamate 44 milioni e mezzo di persone. Preoccupanti i dati anche a livello mondiale. Secondo le stime dell’organizzazione, infatti, ogni anno si perde o si spreca lungo la filiera un terzo della produzione mondiale di cibo; un valore che, se si considera solo la frazione commestibile, è approssimabile a 1,3 miliardi di tonnellate.
Fonte: ENEA