Sicurezza alimentare: guanti per contatto con alimenti
Sapevi che i materiali e gli oggetti che entrano a contatto con gli alimenti sono soggetti a costanti e rigidi controlli? Per questo motivo, di qualsiasi materiali essi siano fatti, i piatti, i bicchieri, le posate e le vaschette che utilizzi per consumare i tuoi cibi sono generalmente sicuri.
Recentemente la Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, interpellata da alcuni Uffici della Sanità Marittima e di Frontiera, ha diffuso alcuni chiarimenti riguardanti i controlli da effettuare su guanti monouso in nitrile e in lattice destinati al consumo alimentare.
Per legge, il giudizio di conformità su questi due prodotti viene dato solo a seguito del superamento di alcune prove di migrazione in cui si stabilisce che le sostanze trasferite da questi ultimi agli alimenti non siano superiori a 8 mg/dm2. Questi test, quando effettuati su guanti destinati ad uso domestico e industriale, devono dimostrare che i limiti di migrazione non vengano superati in determinate condizioni: 40°C di temperatura e tempo di contatto di due ore.
Esistono però eccezioni alla regola. Recentemente, ad esempio, un produttore di guanti ha infatti richiesto la possibilità di mettere in commercio dei guanti limitandone l’uso a contesti industriali e per contatti brevi con gli alimenti inferiori a 10 minuti. Il Ministero della Salute, sentito il parere dell’istituto Superiore di Sanità, ha approvato la commercializzazione del prodotto in questione e ha giustificato l’abbreviazione dei tempi di prova a 10 minuti in quanto combaciava con le limitazioni d’impiego proposte.
I materiali e gli oggetti che entrano a contatto con gli alimenti, come gli utensili da cucina e da tavola, i recipienti e contenitori, i macchinari per la trasformazione degli alimenti e i materiali da imballaggio, sono disciplinati sia da provvedimenti nazionali che europei.
La disciplina comunitaria, il Regolamento (CE) n. 1935/2004, stabilisce quali siano i requisiti generali a cui devono rispondere tutti i materiali ed oggetti in questione, mentre alcune misure specifiche contengono disposizioni dettagliate per i singoli materiali come le materie plastiche e le ceramiche.
Nello specifico, il regolamento stabilisce che tutti i materiali e gli oggetti che entrano a contatto con alimenti non debbano trasferire a questi ultimi, componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari, comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche.
In Italia è il Decreto del Ministro della Sanità 21 marzo 1973 a regolamentare le condizioni, le limitazioni e le tolleranze di impiego per le sostanze che possono essere cedute dagli imballaggi, dai recipienti e dagli utensili ai prodotti alimentari. In particolare, il decreto, che è stato più volte modificato su richiesta delle imprese produttrici interessate e in base a quanto stabilito dal regolamento europeo, disciplina le materie plastiche, la gomma, la cellulosa rigenerata, carta e cartone, il vetro e l’acciaio inossidabile. I materiali, che non figurano nel decreto come banda stagnata, banda cromata verniciata, ceramica e alluminio, sono invece oggetto di provvedimenti specifici.
Fonte: Ministero della Salute