Il gelo siberiano fa salire alle stelle i prezzi di frutta e verdura
È il gelo siberiano, che da inizio gennaio ha colpito il centro e il sud Italia, il principale responsabile dello smisurato aumento dei prezzi di frutta e verdura.
Le basse temperature hanno infatti compromesso la gran parte degli ortaggi coltivati a pieno campo e una buona percentuale di quelli coltivati in serra. La normale dinamica tra domanda e offerta e la scarsità di prodotti hanno fatto il resto.
Analizzando prezzi medi dei listini all’ingrosso relativi ai primi giorni del mese, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) ha tratto un primo bilancio: +29% per i cavolfiori, +33% per le lattughe e +50% i finocchi. Forti rincari anche per le produzioni di serra: +13% per le melanzane, +17% per i pomodori, 20% per i peperoni e + 36% per le zucchine. Con magazzini vuoti e approvvigionamenti al minimo, la situazione non accenna a cambiare, almeno nel breve periodo.
La situazione, nel nostro paese, è inoltre complicata dalle numerose difficoltà logistiche. La catena degli approvvigionamenti è in sofferenza a causa di strade impraticabili ricoperte da neve e ghiaccio e di collegamenti marittimi sempre più problematici.
Le ripercussioni dell’aumento dei prezzi all’ingrosso si ripercuotono, chiaramente, sui prezzi al dettaglio e sull’economia familiare dei consumatori italiani.
Ma non è questa una crisi solo Italiana, l’aumento dei prezzi ha colpito mezza Europa: dalla Spagna alla Germania, dalla Francia alla Gran Bretagna i rincari sono stati registrati in tutti i mercati ortofrutticoli.
Gelo, forti piogge e allagamenti hanno infatti colpito anche le principali aree produttive spagnole, paese, che con l’Italia, è tra i principali grandi produttori d’Europa. Il quotidiano britannico The Guardian ha dato l’allarme per la crisi ortofrutticola: +60% tra la prima e la seconda settimana di gennaio, +132% le melanzane. Le zucchine, a Bruxelles, hanno invece prima raggiunto e poi superato i 24 euro a cassetta. Prezzi analoghi rilevati dalle associazioni di consumatori nei listini dei mercati francesi e tedeschi.
«La tendenza all’aumento sta proseguendo, in un contesto mercantile caratterizzato da una forte carenza d’offerta e da un crollo degli arrivi dall’estero, soprattutto dalla Spagna, dove gli eventi climatici (in particolare le basse temperature) hanno causato ingenti danni alle coltivazioni. I contributi del Nord Africa, prevalentemente del Marocco, non sono invece sufficienti a compensare gli attuali squilibri del mercato», commentano gli analisti di ISMEA.
Fonti: ISMEA; Il Sole 24 Ore