L’UE fa bene alle esportazioni agroalimentari italiane
Negli ultimi 60 anni, ovvero dalla firma del trattato di Roma nel 1957, la quantità di pasta italiana spedita all’estero è aumentata di 180 volte.
Sono diversi, in realtà, i prodotti agroalimentari italiani che, dalla nascita dell’Unione Europea, hanno visto crescere vertiginosamente le loro richieste nei mercati esteri. Con un più 1130%, le bottiglie di vino Made in Italy hanno accresciuto le loro esportazioni di 12 volte: oggi la metà della produzione italiana di vino è destinata al mercato estero. Raddoppiate le esportazioni anche per l’ortofrutta (+120%) e aumentano di 36 volte per l’olio di oliva (+3559%) e di 17 volte per i formaggi (+1634%).
I dati, che dimostrano come, nell’arco dei 60 anni, l’agroalimentare italiano sia diventato simbolo dell’italianità nel mondo, sono stati diffusi dalla Coldiretti in occasione delle celebrazioni dell’anniversario del trattato di Roma. Lo scorso anno, in particolare, si è raggiunto il record storico nelle esportazioni agroalimentari italiane per un totale di 38,4 miliardi di euro e un aumento del 4% sull’anno precedente.
I più grandi estimatori dei prodotti agroalimentari italiani sarebbero proprio gli europei: Si stima infatti che, nel 2016, il 65% delle esportazioni hanno interessato i paesi dell’Unione. In particolare, con un aumento superiore al 3%, Germania e Francia hanno rappresentato, rispettivamente, il 17% e l’11% delle esportazioni agroalimentari italiane.
L’Unione Europea, quindi, ha avuto e continuerà ad avere un ruolo fondamentale nella crescita del Made in Italy nel mondo, nonostante, negli anni, sia aumentato il contributo dei Paesi extracomunitari a partire dagli Stati Uniti che nel 2016 si collocano al terzo posto dei paesi importatori.
Lo status e il successo raggiunto, negli ultimi 60 anni, dai prodotti agroalimentari italiani è dovuto principalmente a due fattori: il diffuso riconoscimento da parte della comunità internazionale dei benefici della dieta mediterranea e la qualità dei prodotti italiani.
Riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel novembre del 2010, la dieta mediterranea, e conseguentemente i prodotti consumati che ne fanno parte, è ormai sinonimo di salute e qualità della vita.
Negli anni, poi, l’Italia ha conquistato un ruolo di leadership in Europa sul piano della qualità dei prodotti agroalimentari.
Il successo del Made in Italy nel mondo sarebbe dunque dovuto, secondo Coldiretti, all’adozione di regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari. Tra queste vale la pena menzionare il divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino. Regole, queste, che non vengono applicate in altri Paesi dell’Unione Europea, e dove si sta assistendo ad un crescente impiego di surrogati, sottoprodotti e aromi vari che falsificano l’identità degli alimenti.
“Con queste credenziali l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa dove purtroppo non mancano ritardi ed omissioni che minacciano la trasparenza e favoriscono l’omologazione al ribasso spinta dalle lobby” ha commentato Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti.
Fonte: Coldiretti