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Riparte dalla quinoa la lotta contro la fame nel mondo

Riparte dalla quinoa la lotta contro la fame nel mondo

Divenuta in pochi anni uno dei prodotti più alla moda tra i consumatori attenti alla propria salute, la quinoa potrebbe presto veder crescere ancora di più la propria fama.

Una recentissima ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica Nature, sostiene, infatti, che questo straordinario prodotto potrebbe rivestire un ruolo fondamentale nella lotta ad uno dei principali problemi del nostro tempo: la necessità di sfamare un numero sempre più alto di persone che popolano il globo terrestre.

Un team di 33 esperti provenienti da quattro continenti ha ora scoperto un modo per manipolare il codice genetico della pianta di quinoa cambiandone, in tal modo, le modalità di maturazione e modificando il sapore dei semi così da renderli più dolci e gradevoli al gusto.

I ricercatori, guidati da Mark Tester, professore della King Abdullah Univesity of Science and Technology dell’Arabia Saudita, hanno scoperto la sequenza del genoma di questo alimento riuscendo così a creare una delle migliori qualità di quinoa presenti sul mercato.

Tester ha così commentato i risultati della ricerca: “la quinoa era considerata uno degli alimenti base della dieta delle popolazioni andine. Con l’arrivo dei dominatori spagnoli in Sud America, però, questo prodotto fu in parte abbandonato. Solo recentemente si sta assistendo ad un aumento dell’interesse globale verso questo pseudo-cereale. Questo significa che la quinoa non è mai stata sfruttata al massimo nelle coltivazioni su larga scala, nonostante fornisca all’uomo una fonte di nutrienti più bilanciata rispetto agli altri cereali.”

Il professore Tester e il suo team si dicono convinti che la modifiche al genoma della pianta favoriranno un uso più diffuso della quinoa.

Questo pseudo-cereale, che come accennato era già conosciuto e apprezzato dalle antiche popolazioni che abitavano le Ande, cresce in condizioni climatiche solitamente considerate poco favorevoli all’agricoltura. Le coltivazioni di quinoa, infatti, crescono fino a quattromila metri d’altezza e, alcune varietà, resistano a temperature di 38°C. Nonostante queste caratteristiche, la produzione di quinoa, che oggi è stimata intorno alle 200mila tonnellate l’anno, è ancora di molto inferiore rispetto a quella degli altri cereali presenti sul mercato.

La quinoa, inoltre, fornisce una fonte più equilibrata di nutrienti rispetto ai più diffusi cereali. I semi della pianta, inclusi dal Ministero della Salute tra gli pseudo-cereali privi di glutine, non sono amati solo dai celiaci; ma anche da vegetariani e vegani che la scelgono per l’elevato valore proteico

La mappatura potrebbe portare le prime coltivazioni anche in Italia. Intervistato da Repubblica, Stefano Benedettelli, docente di Agraria all’Università di Firenze  ha dichiarato “noi stiamo studiando l’adattamento di questa pianta in Italia e i risultati sono incoraggianti. C’è qualche difficoltà di adattamento che deriva dal fatto che i semi sono molto piccoli. La mappatura genetica ora aiuterà il processo di selezione che avviene con i sistemi tradizionali agevolati dall’uso dei marcatori molecolari: si accelerano i tempi del processo e si possono trovare le varietà migliori per il nostro clima”.

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica, The Telegraph