San Valentino 2017: una guida ai cibi afrodisiaci
La lista degli alimenti considerati afrodisiaci è lunga: tra spezie esotiche, ortaggi, pesce e frutta non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Non si tratta solo di credenze popolari tramandate di generazione in generazione; le proprietà di alcuni questi prodotti, tradizionalmente considerati elisir naturali dell’amore, sono state confermate da prove scientifiche.
Partiamo proprio dalle spezie esotiche. Negli ultimi anni nei mercati si è avuto un vero è proprio boom di richieste di zenzero, curcuma e ginseng. Il primo, solo nell’ultimo anno, ha registrato un aumento delle vendite del +141%, la curcuma, invece, registra un +93%. Coldiretti però avverte: questi ingredienti provengono spesso da paesi come Cina e India che hanno livelli di sicurezza alimentare molto bassi e il rischio di contaminazioni microbiologiche, aflatossine o pesticidi oltre i limiti non andrebbe trascurato.
Meglio allora, secondo la principale organizzazione nazionale degli imprenditori agricoli, scegliere tra i tanti prodotti Made in Italy come peperoncino, sedano, finocchio selvatico e pistacchio, che prometterebbero di infuocare il dopo cena. Due gli ingredienti della lista che è possibile ritrovare nell’estremo sud del nostro paese. Il finocchietto selvatico, che sconfigge ogni resistenza emanando un gusto capace di conquistare chiunque, e il pistacchio di Bronte, apprezzato sin dall’antichità per le proprie doti afrodisiache, provengono entrambi dalla caldissima Sicilia. Vale poi la pena di menzionare il sedano che è popolarmente apprezzato per l’azione stimolante sulle ghiandole surrenali e per le sostanze in esso contenuto che fungono da richiamo olfattivo per la riproduzione. Dalla Puglia arrivano il cinipi, verdura incrocio tra cicoria ed asparago e che ricorda le cime di rapa, e il verrùch, un’insalata verde, un po’ amara e di dimensioni più piccole rispetto al solito.
Tra gli alimenti Made in Italy più afrodisiaci troviamo anche lo zafferano, il miele, il tartufo e il brodo di giuggiole, un liquore ottenuto dall’infusione dei frutti del giuggiolo.
Le evidenze scientifiche
Ma perché alcuni alimenti sarebbero dotati di questi particolari ‘poteri’? Secondo Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, specialista in Scienza della nutrizione all’Università La Sapienza di Roma, il responsabile di queste particolari proprietà sarebbe l’ossido nitrico. Intervistato dal Sole 24 Ore, Piretta spiega: “gli alimenti afrodisiaci svolgono il loro ruolo mediante il rilascio di ossido nitrico, che agisce consentendo la vasodilatazione che favorisce l’erezione maschile e gli analoghi meccanismi nelle donne. La presenza dell’arginina, aminoacido che favorisce la liberazione dell’ossido nitrico, è un’altra condizione che può conferire ad un alimento l’effetto afrodisiaco”.
Attenzione però alla salute; alcuni cibi considerati afrodisiaci dovrebbero essere evitati, o comunque consumati con moderazione, da coloro che hanno problemi di prostata. Peperoncino, birra, insaccati, spezie, pepe, superalcolici, caffè, crostacei e grassi saturi, soprattutto quelli contenuti in carni rosse, formaggi e fritti, sono causa di infiammazione prostatica.
I segreti per un dopo cena piccante, non vanno però ricercati unicamente nelle proprietà degli alimenti. Sentito dal Sole 24 Ore, Alberto Caputo dell’Istituto di Evoluzione Sessuale di Milano chiarisce che «la cucina non è afrodisiaca finché non si vuole che lo diventi. Ogni occasione infatti richiede il suo menù, con la continua ricerca di ingredienti sempre nuovi che stimolino i sensi del proprio partner. E’ importante anche il luogo: mangiare seduti su un tappeto o addirittura a letto può essere un’idea vincente. In ogni caso si dovrà rimanere leggeri e scegliere cibi da servire in piccole porzioni, per evitare che il flusso sanguigno si concentri sullo stomaco. Infine non potrà mancare anche un percorso fatto di tatto, gusto e olfatto, per avvicinarsi al proprio compagno utilizzando tutti i sensi».
Fonti: Coldiretti, Sole 24 Ore, Fondazione Veronesi