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Smog: il Ministro dell’Ambiente evidenzia cambio di marcia

Smog: il Ministro dell’Ambiente evidenzia cambio di marcia

È stato diffuso il commento del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, sull’apertura da parte della Commissione UE della seconda fase della procedura d’infrazione nei confronti di Italia per il superamento dei limiti di biossido d’azoto nell’aria in alcune città.

“Governo, Regioni e comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dell’aria e di farlo programmando misure finalmente strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali. E’ chiaro a tutti che il problema dello smog non si risolva da un giorno all’altro: è il motivo per cui non può sorprendere l’apertura della seconda fase dell’infrazione, rispetto alla quale siamo del resto in buona compagnia in Europa. Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia”.

La prima fase della procedura d’infrazione era stata aperta nel maggio del 2015 per il superamento dei limiti stabiliti dalla direttiva europea 2008/50 relativa alla qualità dell’ ambiente e per un’aria più pulita in Europa. Ma l’Italia, non è la sola ad aver superato i limiti stabiliti. Il nostro paese è infatti in compagnia di, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna.

L’auspicio è che la significativa sanzione, che alcune fonti stimano in diverse centinaia di milioni, comporti davvero un netto cambio rotta nell’ambito delle politiche ambientali. Gli effetti dello smog sono infatti catastrofici per la salute umana e la correlazione fra la qualità dell’aria e decessi prematuri è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo stime elaborate dall’Agenzia europea dell’Ambiente, le polveri sottili e il biossido d’azoto hanno portato, solo nel 2013, a morte prematura circa 88 mila esseri umani.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

Il Ministro dell’Ambiente Galletti

“Dalle misure previste nel protocollo per la qualità dell’aria di fine 2015 – ha spiegato il ministro– sono stati fatti notevoli passi in avanti per mettere in condizione le Regioni, che sono responsabili degli interventi, di operare con la massima rapidità: abbiamo reso disponibili 11 milioni per quei comuni che hanno attuato nei periodi di maggiore concentrazione di smog una serie di misure anti-inquinamento, cosi come sono in fase di valutazione i progetti presentati sul bando da 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Stiamo andando avanti pure sui 50 milioni per la realizzazione di infrastrutture tra cui le colonnine di ricarica elettrica, sull’acquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici ecologici e su tutto il fronte dell’efficienza energetica, una delle chiavi per risolvere il problema smog alla radice: tra questi i 250 milioni per le scuole, i 70 per gli edifici della Pa centrale, il fondo di efficienza energetica nazionale e ovviamente l’eco-bonus esteso fino al 2021 e allargato ai condomini”.

 

Sette le regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno: Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Toscana e Sicilia. In queste regioni, infatti, sono distribuiti i 15 agglomerati urbani sotto accusa per aver superato i limiti di emissioni di biossido di azoto (NO2) fissati dall’Unione Europea.

La protezione dell’ambiente continua ad essere una delle priorità della Commissione Europea che meno di una settimana fa ha stanziato 444 milioni di euro in 18 progetti per l’infrastruttura energetica. Promossi dalla Commissione Junker, gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili e sostenibili contribuiranno ad accelerare il processo di trasformazione energetica negli Stati dell’Unione e promuoveranno la crescita verde e l’aumento dell’occupazione.

Fonte: Ministero dell’Ambiente, Commissione Europea