Frodi alimentari: indagati 30 produttori di falsi prosciutti DOP
Sono stati giorni d’intensa attività per il Dipartimento dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) che, su delega della Procura della Repubblica di Torino, ha effettuato decine di perquisizioni all’interno di imprese attive nel settore suinicolo e nella fornitura di materiale genetico agli allevamenti.
Le operazioni, che puntano a proteggere le produzioni a denominazione di origine protetta di Prosciutto di Parma e Prosciutto San Daniele, hanno coinvolto più di 30 titolari di imprese distribuite tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali fa sapere che si tratta di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata. Nello specifico, infatti, l’accusa rivolta ai titolari delle imprese è quella di aver impiegato suini non contemplati dal disciplinare di produzione, e quindi privi delle caratteristiche di qualità e tipicità richieste per produrre prosciutti DOP.
“Il Ministero conferma la massima attenzione nella tutela delle produzioni italiane di qualità e della sicurezza dei consumatori che, in tutto il mondo, chiedono il vero Made in Italy agroalimentare. Questo vuol dire anche salvaguardare il lavoro delle aziende oneste che ogni giorno, con passione e professionalità, contribuiscono a garantire l’eccellenza del comparto” ha commentato al termine delle operazioni il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.
Il ruolo dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi
Solo nell’ultimo anno sono stati ben 48 mila i controlli dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi e circa 470 i sequestri per un valore economico che supera i 13 milioni di euro. Questo è quanto emerge dal rapporto sulle attività dell’Ispettorato per l’anno 2016.
Il Dipartimento rappresenta oggi uno dei principali organismi europei di controllo nel settore agroalimentare. L’ICQRF, che ha 29 uffici sparsi su tutto il territorio nazionale, non si occupa solo di prevenire e reprimere le frodi nel commercio dei prodotti agroalimentari. Tra i compiti affidati al dipartimento vi sono, infatti, anche quello di vigilare sulle produzioni di qualità registrata (DOP, IGP, Bio, …) e quello di contrastare le irregolarità nella commercializzazione dei prodotti agroalimentari introdotti da Stati membri o Paesi terzi. Nel nostro paese, infine, il dipartimento di occupa di tutti quei fenomeni fraudolenti che generano situazioni di concorrenza sleale tra gli operatori.
Al di fuori dei confini nazionali, invece, l’ICQRF è impegnato nella protezione dei prodotti made in italy di qualità in tutti i paesi europei e contrasta le contraffazioni al di fuori dei confini UE anche con accordi di cooperazione.
“Sul fronte della lotta alla contraffazione e al falso Made in Italy l’Italia ha un sistema di controlli riconosciuto tra i migliori in tutto il mondo. Un risultato possibile grazie agli uomini e alle donne dell’Icqrf e di tutti gli organismi di controlli che ogni giorno lavorano in modo capillare e con grande competenza e professionalità per rendere il nostro agroalimentare sempre più sicuro” ha concluso il Ministro Martina.
Fonte: Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali