Vino e olio: ecco perché conservarli in vetro
È il vetro il miglior modo per conservare vino e olio. Ad affermarlo due studi svolti in parallelo da due centri di ricerca universitari italiani.
La prima e stata condotta dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, la seconda dal Dipartimento di Scienze e Innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale di Alessandria.
I motivi per il quale il vetro rappresenta la forma di packaging migliore per questi due prodotti d’eccellenza della nostra penisola sono svariati. Questo materiale estremamente versatile, già conosciuto dagli antichi romani, è in grado di lasciare inalterato il sapore delle sostanze che conserva, evita l’ossidazione e la conseguente perdita di preziosi antiossidanti. Il vetro, inoltre, è un ottimo alleato dell’ambiente: la bottiglia di vetro è riciclabile e rappresenta un buon esempio di economia circolare. Sapore, salute e sostenibilità, questi, in breve, i tre motivi per scegliere la bottiglia di vetro.
Marco Ravasi, Presidente della sezione Contenitori in vetro di Assovetro, commenta “I vini e gli oli di qualità trovano da sempre nel vetro la ‘custodia’ migliore”.
Dall’Università di Pisa, Gianpaolo Andrich fa sapere che per il vino la bottiglia ideale è quella chiusa con tappo di sughero. Conservata in posizione orizzontale, la bottiglia di vetro garantisce al vino una migliore conservazione nel tempo e contiene il calo dei componenti più sensibili all’ossidazione. In tal modo si preserva intatto il famoso potere antiossidante del vino e si assicurano quindi maggiori benefici per la salute. In dettaglio, l’indagine ha messo a paragone tre tipi di contenitori: la bag in box, il tetra brik e le bottiglie di vetro. I risultati hanno evidenziato come la bag in box, maggiormente soggetta a permeabilità dell’aria, sia il contenitore peggiore se si vogliono evitare rischi di ossidazione. I tetra brik, che presentano una maggiore resistenza alla diffusione d’ossigeno, restano comunque qualitativamente peggiori rispetto al vetro.
“Il comparto vitivinicolo – commenta Ravasi di Assovetro – è un ottimo cliente: su 4 milioni di tonnellate di vetro prodotte l’anno sono destinate alla produzione di bottiglie in vetro 1,6 milioni di tonnellate e di queste circa 300mila vanno alle aziende spumantistiche, comparto in netta crescita e a forte vocazione all’export. Come lo è la produzione generale dei contenitori in vetro – conclude Ravasi – che nei primi dieci mesi del 2016 è cresciuta, rispetto allo stesso periodo del 2015, del 2,4%. La nostra sfida è renderle sempre meno fragili e al contempo più leggere per garantire trasporti e export del made in Italy abbattendo i costi per le imprese del vino”.
Conclusioni simili anche per l’olio. A confermarlo quanto emerso dalla ricerca condotta dall’Università del Piemonte Orientale di Alessandria dove sono stati analizzati diversi campioni d’olio extravergine di oliva. I risultati dello studio realizzato da Emilio Marengo dimostrano che l’olio di frantoio conservato in bottiglia di vetro scuro ha più antiossidanti, minori concentrazioni di nichel e un contenuto maggiore di sostanze volatili che accentuano gusto e profumo.
Fonte: ANSA