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Arriva la nuova normativa sull’home restaurant

Arriva la nuova normativa sull’home restaurant

Car sharing, bike sharing, co-working, crowdfunding sono solo alcuni dei fenomeni che vanno a comporre un nuovo modello economico che si sta diffondendo sempre più anche in Italia. Si tratta di fenomeni, osannati e criticati, che negli ultimi anni stanno tenendo impegnati i legislatori italiani.

L’ultimo di questi fenomeni ad essere passato al vaglio della Camera è il social eating, anche detto home restaurant. L’home restaurant offre a tutti la possibilità di trasformare la propria cucina in un ristorante occasionalmente aperto ad amici e conoscenti, ma anche a perfetti sconosciuti, viaggiatori desiderosi di conoscere le autentiche tradizioni culinarie di una determinata zona in cambio di ragionevoli somme di denaro.

Secondo un’indagine della Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, già nel 2014 si contavano 7000 cuochi amatoriali in attività con circa 37 mila eventi realizzati un in anno ed un incasso medio di circa 198 euro.

Le basi della crescita esponenziale del home restaurant sono da ricercare nelle sue caratteristiche principali: valorizzazione della cultura del cibo tradizionale di qualità, utilizzo prioritario di prodotti tipici del territorio, prezzi ragionevoli, atmosfere familiari.

Il fenomeno, che ha visto nascere in poco temo diverse piattaforme online dedicate, desta però anche alcune preoccupazioni. Tra queste, erano state sollevate perplessità circa la sicurezza dei consumatori.

Il nuovo disegno di legge approvato dalla Camera disciplina, dunque, un’attività in forte crescita. Il provvedimento, che mira a fornire degli strumenti adatti a garantire la trasparenza e la tutela dei consumatori, assicura, inoltre, una maggiore lealtà tra i diversi concorrenti che affollano il settore della ristorazione.

L’esercizio di tale attività dovrà essere subordinato al rispetto delle procedure previste dall’attestato dell’analisi dei rischi e controllo dei punti critici (HACCP) ai sensi del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari.

Le unità immobiliari ad uso abitativo utilizzate per l’esercizio dell’attività di home restaurant dovranno inoltre possedere le caratteristiche di abitabilità e di igiene ai sensi della normativa vigente per gli immobili aventi tale destinazione

Nonostante non sarà necessaria l’iscrizione al registro degli esercenti per il commercio, i gestori di home restaurant avranno il compito di comunicare al comune competente la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Stabilite, inoltre, limitazioni economiche. Ogni attività di home restaurant, in quanto saltuaria, non potrà superare il limite massimo di 500 coperti per anno solare né generare guadagni superiori a 5.000 euro annui

Malcontento tra i gestori delle piattaforme digitali, colpiti anche essi dal disegno di legge. Secondo Giambattista Scivoletto, fondatore di HomeRestaurant.com, piattaforma online con quasi 9000 utenti iscritti, i nuovi obblighi impediranno l’85% delle probabili nuove aperture.

Fonti: Camera dei Deputati; Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici; Home Restaurant.