La nuova etichetta dei prodotti confezionati
La nuova etichetta dei prodotti confezionati festeggia un mese di vita. È da martedì 13 dicembre 2016 che, sui prodotti confezionati , anche quelli artigianali, è fatto obbligo di rendere ben visibili tabelle con le dichiarazioni nutrizionali degli alimenti. La nuova etichetta deve riportare informazioni sulle calorie e il valore energetico, la quantità di grassi (con specifica per i grassi saturi), i carboidrati (con riferimento agli zuccheri), le proteine e le quantità di sale. Tutti i valori devono essere espressi per 100 grammi o millilitri di prodotto. La norma, che rappresenta un’importante svolta per moltissime aziende che operano nel campo alimentare, lascia alle singole aziende la libertà di poter scegliere di indicare i precedenti valori anche per porzione.
Quest’importante cambiamento, che rientra nelle norme previste dal Regolamento (UE) N. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, garantisce una maggiore trasparenza negli acquisiti e permette ai consumatori di compiere scelte d’acquisto più consapevoli e oggettive.
Negli ultimi anni è infatti aumentata la cura con la quale i cittadini italiani scelgono cosa mettere in tavola: la crescente diffusione di informazione su un corretto stile di vita e dell’importanza di un’alimentazione sana e bilanciata comporta una maggiore attenzione per l’impatto che il cibo esercita sulla propria salute, soprattutto in caso di alcune patologie. Questa tendenza è confermata della sempre maggiore disponibilità di prodotti che presentano un quantitativo ridotto o nullo di alcuni elementi (sale, zucchero ecc.).
Gli italiani si mostrano sempre più abituati alla lettura dell’etichetta alimentare: secondo Coldiretti (principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo ) il 96% dei consumatori ritiene molto importante che l’origine degli alimenti sia indicata in etichetta in modo chiaro e leggibile; l’84%, invece, presta attenzione al luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione.
Se lo vorranno, le aziende potranno specificare anche altri elementi quali gli acidi grassi mono-insaturi, acidi grassi polinsaturi, poli-oli, amido, fibre e i sali minerali o vitamine se presenti in quantità rilevanti.
La legge stabilisce, inoltre, alcune esenzioni alla dichiarazione nutrizionale per alcune categorie di alimenti. Sono infatti esenti tutti i prodotti non trasformati, composti da un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti che non abbiano subito alcun trattamento come frutta e verdure surgelate; ortofrutta fresca, lavata, confezionata e pronta al consumo; prodotti trasformati che hanno subìto processi di maturazione e che contano un solo ingrediente o una sola categoria di ingredienti (ad esempio l’uva passa).
Fonte: Ministero della Salute, Coldiretti