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Lotta all’inquinamento producendo vegetali…Prototipo svedese

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Era il 2000, quando un gruppo di giovani studenti del politecnico di Zurigo ha iniziato a lavorare a questa impresa.

Sembrava un sogno irrealizzabile ed invece diciassette anni dopo è realtà.

Dal 31 maggio la Climeworks ha attivato nelle campagne della Svizzera il suo impianto capace di catturare anidride carbonica nell’aria e trasformarla in fertilizzante per le serre.

Il progetto prende ancora più valore considerando le previsioni secondo cui il surriscaldamento globale legato all’emissione di CO2 potrebbe aumentare di 2 gradi la temperatura terrestre nei prossimi 23 anni.

La Climeworks Ag, che ha costruito la sua base vicino al villaggio di Hinwil, sostiene che entro il 2025 catturerà l’1% delle emissioni di CO2 di tutto il mondo.

Tra i principali supporters ci sono governo svizzero, banca cantonale di Zurigo, Unione Europea e mondo accademico.

Il meccanismo sfrutta l’energia termo elettrica e rinnovabile di un vicino inceneritore, cattura anidride carbonica grazie a particolari filtri e la trasforma in fertilizzanti che vengono utilizzati nelle serre della Gebrueder Meier Primanatura.

L’impianto sarà in gradi di catturare  900 tonnellate di CO2 l’anno – spiega Valentin Gutknecht, Ceo dell’azienda – attraverso l’uso di collettori e grandi filtri realizzati dopo anni di tentativi. Ora siamo riusciti a rompere una barriera. Potrebbe essere una rivoluzione“.

Una cifra, 900 tonnellate, pari a quella emessa all’equivalente del volume annuo di gas ad effetto serra emessi da 190 veicoli passeggeri. Di fatto, è solo una piccola parte rispetto alle indicazioni del gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite che ha indicato come, per evitare il riscaldamento globale, ogni anno andrebbero rimossi dall’atmosfera terrestre almeno 10 miliardi di tonnellate di CO2. Ma è una potenziale rivoluzione in grado di combattere concretamente i cambiamenti climatici in atto.

E’ evidente che non sia questa la soluzione ai nostri problemi, ma è un inizio che ci porta a fantasticare e vedere con occhio ottimista il futuro.

 

Fonte: Repubblica

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