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Nuova frontiera dell’energia pulita…Siamo alla svolta?

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Sfruttare l’illuminazione artificiale delle nostre case per alimentare piccoli apparecchi.

È la proposta che arriva da uno studio pubblicato su nature.

Emissioni zero è, probabilmente, lo slogan del futuro, se vogliamo, secondo molti esperti, dare una speranza al pianeta.

Per riuscirci dovremo puntare ovviamente sulle energie rinnovabili.

Prima tra tutte il fotovoltaico, una tecnologia già estremamente diffusa in ambienti esterni e opportunamente soleggiati, ma che in futuro potrebbe trovare applicazione anche all’interno delle nostre case.

Parte proprio da questo ultimo assunto uno studio nato da una collaborazione tra ricercatori svizzeri, cinesi e svedesi, che sulle pagine di Nature Photonics presenta una nuova tecnologia con cui realizzare celle fotovoltaiche ottimizzate per l’utilizzo indoor, che in futuro potrebbero aiutare a riciclare la luce con cui illuminiamo.

Nella nuova tecnologia, basata sulle cosiddette celle di Grätzel, o dye-sensitized solar cell (celle solari a colorante sensibilizzato), l’elettricità viene prodotta dall’azione della luce su diversi tipi di sostanze coloranti (anche di origine organica, come quelle estratte da more e lamponi).

Una tecnologia che ha alcuni vantaggi, tra cui una maggiore facilità di produzione e la possibilità di utilizzare diversi mix di coloranti per modificare la lunghezza d’onda della luce a cui è sensibile il dispositivo. Ma che presenta anche alcuni limiti importanti, non ultimo una minore efficienza rispetto alle celle solari in silicio.

Con le dovute migliorie tecniche, le celle di Grätzel sembrano perfette per operare proprio in queste condizioni.

Quanta energia si può produrre con le celle di Grätzel di nuova generazione?

Un pannello di un paio di centimetri quadrati è sufficiente per alimentare un sensore, riciclando unicamente la luce artificiale con cui illuminiamo le nostre case.

E se ingrandiamo il pannello fino alle dimensioni di uno smartphone medio la produzione di energia raggiunge circa i 30milliwatts.

Non molto, ammettono gli autori, ma abbastanza per le necessità di molti piccoli gadget e apparecchi che utilizziamo quotidianamente nelle nostre case.

Sicuramente un ottimo punto di partenza che merita attenzione e su cui torneremo sicuramente a trattare.

Fonte: Repubblica

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