Nuova regolamentazione per la pasta: origine grani e paese di molitura in etichetta
A breve, nel nostro paese, sarà in vigore una nuova regolamentazione per la pasta. L’origine dei grani e il paese di molitura dovranno essere specificati in etichetta.
“Puntiamo a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare. Con questo provvedimento l’Italia vuole sperimentare per prima un nuovo sistema di etichettatura che valorizzi le nostre produzioni di grano e pasta, come abbiamo fatto con quelle lattiero casearie. Allo stesso continueremo a spingere a Bruxelles per avere un avanzamento su questo fronte a livello europeo”.
Queste le dichiarazioni del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, in occasione dell’invio a Bruxelles, per la prima verifica, dello schema di decreto che introduce in Italia l’indicazione d’origine obbligatoria per i prodotti della filiera del grano e della pasta.
La sperimentazione, condivisa da Martina e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, dà il via al percorso autorizzativo, previsto a livello europeo, per raggiungere un modello di etichettatura che permetterà di identificare con maggiore dettaglio l’origine di ogni confezione di pasta secca.
Il decreto prevede, infatti, che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia indichino, obbligatoriamente, sia il paese d’origine di coltivazione del grano che il paese di molitura dello stesso. Per i prodotti coltivati o molinati nei territori di più paesi si potrà utilizzare le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE e NON UE. In particolare, nel caso più della metà del grano sia coltivato in Italia si adotterà la forma “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.
L’importante novità è la naturale conseguenza della crescente attenzione dei consumatori italiani verso le informazioni nutrizionali e l’origine degli ingredienti dei prodotti alimentari. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, cosciente di questa tendenza, ha recentemente lanciato sul proprio sito una consultazione pubblica sulla trasparenza delle informazioni riportate in etichette dei prodotti alimentari a cui hanno partecipato 26 mila cittadini.
I dati della ricerca, in particolari quelli relativi all’acquisto di pasta, dimostrano come più dell’85% degli italiani considerino importante conoscere l’origine delle materie prime per ragioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare.
“La filiera della pasta è uno dei maggiori protagonisti del Made in Italy – ha sottolineato il Ministro Calenda – perché testimonia la capacità dei nostri pastai di miscelare grani di origine diversa, così da raggiungere gli alti livelli qualità che caratterizzano la pasta italiana. Il provvedimento, che risponde ad una crescente esigenza di trasparenza e informazione verso il consumatore, consentirà di fare maggiore chiarezza sull’origine del grano e delle semole che caratterizzano la qualità della pasta Made in Italy nell’ottica di rafforzare la filiera produttiva e competere con la concorrenza straniera.”
La filiera del grano e della pasta rappresenta uno dei settori principali per il Made in Italy: l’Italia con una produzione che si aggira intorno ai 3,4 milioni di tonnellate, si attesta come il principale paese produttore di pasta per un valore della produzione oltre i 4,6 miliardi di euro.
Fonte:
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – https://www.politicheagricole.it