Allo studio le etichette alimentari del futuro
Allo studio le etichette alimentari del futuro: “dotate di sensori chimici, di temperatura e di umidità possono essere utilizzate nei supermercati del futuro, ma anche per il monitoraggio di ambienti contaminati, lavorazioni industriali, e in agricoltura” spiega l’ingegner Carla Minarini, responsabile del Laboratorio Nanomateriali e dispositivi presso la Divisione Processi e materiali per la sostenibilità del Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali di ENEA.
Attraverso l’impiego di sensori chimici di temperatura e di umidità, queste nuove etichette intelligenti permetteranno di controllare lo stato di conservazione dei cibi. Sarà quindi possibile, ad esempio, conoscere le condizioni e le eventuali anomalie di una confezione di surgelati tramite una semplice app scaricata sullo smartphone.
Le nuove etichette RFID sensibili (dall’inglese Radio Frequency IDentification, in italiano identificazione a radiofrequenza) utilizzeranno un nuovo sistema di lettura e riconoscimento.
L’etichetta alimentare, disciplinata nel nostro ordinamento normativo dal regolamento (UE) 1169/2011 e successive integrazioni, rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela della salute dei consumatori e deve assicurare un’informazione chiara e trasparente.
Gli italiani, d’altronde, si mostrano sempre più coscienti dell’importanza delle proprie scelte alimentari e si dichiarano molto attenti alle informazioni riportate in etichetta.
L’importante innovazione, attualmente in fase di sviluppo presso il Centro ENEA di Portici, rientra nella campo di ricerca dell’elettronica organica, una delle piattaforme più evolute della sperimentazione di nuovi materiali, settore dalle innumerevoli potenzialità e in crescita in tutto il mondo.
“L’elettronica organica è una tecnologia ancora giovane ma con molti punti di forza come la possibilità di realizzare dispositivi ad elevato grado di flessibilità ed elasticità – ha aggiunto Carla Minarini – Ad esempio con gli OLED, gli Organic Led possiamo fare lampade piatte, curve e flessibili con ottime rese di colore. Il nostro obiettivo è fare ricerca utile per l’innovazione delle imprese ed è per questo che lavoriamo in stretto contatto con partner industriali”.
Nel Centro di ricerca di Portici, che si è già fatto conoscere per le ricerche sul fotovoltaico innovativo, i nasi elettronici e il supercalcolatore ‘Cresco’, sono attualmente in fase di sperimentazione materiali a base di carbonio per la realizzazione di dispositivi e sistemi iper leggeri, flessibili, sottilissimi, a basso costo e a basso impatto ambientale.
Fonte: ENEA